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La Madonna dei Sette Veli nella tradizione popolare. La mostra organizzata dalla Fondazione in allestimento tra Foggia e Procida

La Madonna dei Sette Veli nella tradizione popolare

Comunicati stampa

Sarà inaugurata venerdì prossimo, il 10 giugno 2022, alle ore 18 nella sala “Rosa del Vento” della Fondazione, in via Arpi 152 a Foggia, la mostra “Quadrilli di Donne. Quadri di Madonne”, organizzata dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, in collaborazione con il Comune di Procida.

Esistono dei fili dorati, ricamati ed intrecciati che legano la città di Foggia a quella di Procida. È la tradizione legata al culto della Madonna dei Sette Veli, a Foggia ricordata come Iconavetere, Patrona della città, che veniva e viene ricordata dai fedeli foggiani con la creazione di composite icone chiamate nel linguaggio popolare Quadrilli. Con questa forma di devozione, la Madonna dei Sette Veli è celebrata anche a Procida da più di due secoli. Il culto ha valicato gli Appennini, passando dall’Adriatico al Tirreno, ed è arrivato sull’isola grazie all’azione di una figura religiosa dalle grandi doti spirituali e morali, Alfonso Maria de’ Liguori, che non a caso sarà beatificato nel 1816 e poi nel 1839 santificato dalla Chiesa cattolica.

“La Fondazione dei Monti Uniti, da sempre impegnata a preservare e valorizzare le tradizioni storico-artistiche e religiose sedimentatesi nei secoli in questa città e nell’intera sua provincia, dedica ai Quadrilli una mostra che non nasce dal nulla – dichiara in una nota il presidente della Fondazione, Aldo Ligustro -. Già nel 2019 abbiamo infatti editato un importante studio sul culto della Madonna dei Sette Veli, scritto dal prof. Renzo Infante, docente all’Università di Foggia. Il libro è andato rapidamente esaurito, a testimonianza della grande attenzione suscitata dalla figura della nostra Patrona, così da rendere necessario procedere alla sua ristampa pur di renderlo nuovamente disponibile durante il periodo di apertura della mostra. Ma se Renzo Infante ci ha fatto conoscere meglio e in forma scientifica le vicende legate alle origini del culto dell’Iconavetere, quella dei Quadrilli è stata anche una scoperta procidana. Grazie ad un accurato studio della professoressa Gea Palumbo, docente all’Università degli Studi Roma Tre – spiega il presidente Ligustro -, siamo venuti a conoscenza di come, per merito del vescovo-santo Alfonso Maria de’ Liguori, l’Iconavetere sia arrivata sull’incantevole Isola. Dall’incontro di questi due studiosi del cristianesimo si è così arrivati all’idea della mostra, che raccoglie pezzi di religiosità popolare provenienti da importanti raccolte di Confraternite religiose e Chiese, dal nostro Museo Civico e da privati cittadini di Foggia e di Procida. Saranno inoltre esposti anche tre Quadrilli contemporanei, frutto dell’arte pittorica del Maestro Nicola Liberatore, che al culto dell’Iconavetere ha dedicato molta attenzione nel corso degli ultimi decenni, offrendone interpretazioni belle e originali”.

Una parte consistente delle opere in esposizione, tra Quadrilli e incisioni, appartiene al Cenacolo Culturale “Contardo Ferrini” ed è esposta in forma permanente nella Cripta della Chiesa del Monte Calvario, quel complesso religioso che i foggiani chiamano semplicemente Le Croci. Altre opere provengono dalle confraternite foggiane presenti nelle chiese di Santa Maria delle Grazie, di Sant’Agostino, di San Giuseppe e del Carmine, dalla Confraternita dei Morti presso la chiesa di Sant’Orsola a San Giovanni Rotondo, dalla chiesa Matrice di Rocchetta Sant’Antonio, dalla Biblioteca del Convento di San Matteo a San Marco in Lamis e infine dal Comune di Foggia, che ha gentilmente prestato i quattro Quadrilli conservati nel Museo Civico. Alle opere in esposizione provenienti da Foggia e provincia si aggiungono quelle in arrivo da Procida, importanti testimonianze di un comune interesse culturale e di un comune affetto che uniscono i cittadini foggiani a quelli dell’isola tirrenica.

La mostra, curata e allestita da Gianfranco Piemontese (storico dell’arte e consigliere di amministrazione della Fondazione), che ha curato anche il catalogo, sarà visitabile fino al 30 giugno presso la galleria di via Arpi, per poi trasferirsi a Procida, dove sarà invece visitabile dal 9 luglio al 9 agosto. Una sede, quella di Procida, di grande importanza, come si è visto, per il culto dell’Iconavetere, che in questo anno acquista ancora maggiore rilevanza come Capitale italiana della Cultura per il 2022.

All’inaugurazione prenderanno parte il presidente Aldo Ligustro, il curatore Gianfranco Piemontese, il professor Renzo Infante e la professoressa Gea Palumbo.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì al sabato (esclusi i festivi) nei seguenti orari esitivi: dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 18 alle ore 21. Ingresso libero.

L’ingresso in sala “Rosa del Vento” è libero fino ad esaurimento dei posti, mascherina FFP2 obbligatoria.