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La Fondazione per i profughi di guerra. L’Istituzione foggiana ha aderito alla raccolta fondi promossa dalla Caritas

La Fondazione per i profughi di guerra

Comunicati stampa

In linea con i valori di pace e di solidarietà, che da sempre ispirano l’attività delle fondazioni di origine bancaria, la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia rende noto di aver aderito alla raccolta fondi promossa dalla Caritas diocesana di Foggia e Bovino, in favore dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina.

La Fondazione tuttavia non si è limitata ad una donazione, seppur cospicua, per sostenere in questo difficile impegno le parrocchie foggiane, ma ha contribuito anche all’acquisto di giochi per il centro di accoglienza “Abraham” e “Sarah” della Fondazione Emmaus e alle raccolte fondi collegate all’evento “Note di pace”, tenutosi al teatro comunale “Umberto Giordano” lo scorso 9 aprile, e alla rappresentazione teatrale della Bottega dell’Attore, “Tette letto case e chiesa”, svoltasi il 21 aprile al Teatro del Fuoco.

Si segnala infine che il Consiglio dell’Acri, l’associazione nazionale che riunisce le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio, ha deliberato all’unanimità di destinare un contributo straordinario di 2 milioni di euro, per il sostegno umanitario alla popolazione ucraina che sta lasciando il Paese a causa del conflitto.

Le risorse, rinvenienti dal Fondo Nazionale Iniziative Comuni – il fondo costituito dalle Fondazioni in seno ad Acri per rispondere alle emergenze –, andranno a sostenere l’attività di alcune Ong che si sono già mobilitate per l’assistenza ai profughi ucraini. Con queste organizzazioni è già in essere una proficua collaborazione attraverso il “Progetto Migranti”, promosso dalla Commissione per la Cooperazione internazionale di Acri, che da 4 anni realizza interventi per l’assistenza dei migranti in arrivo nel nostro Paese.

“Non avremmo mai immaginato di vivere nuovamente la guerra nel cuore dell’Europa – ha dichiarato il presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, Aldo Ligustro -. Con l’auspicio che si riprenda prestissimo la strada del dialogo e del confronto, ora è urgente farsi carico della moltitudine di uomini e, soprattutto, donne e bambini in fuga dall’Ucraina. Anche l’istituzione di Via Arpi ha deciso di mobilitarsi per dare un contributo a chi opera in prima linea nell’accoglienza. Si tratta di un primo segnale, all’interno di quella che si sta configurando come una grandissima mobilitazione di solidarietà del nostro Paese e dell’intera Unione Europea, ennesima testimonianza di un’Europa di pace e di convivenza”.