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L’Antologica di Salvatore Lovaglio. In mostra alla Fondazione cinquant’anni di ricerca espressiva sul rapporto uomo-natura

L’Antologica di Salvatore Lovaglio

Comunicati stampa

Sarà inaugurata giovedì 7 dicembre 2017, alle ore 18 presso la galleria espositiva della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, in via Arpi 152, la mostra “Salvatore Lovaglio. Antologica”.

Curata dal critico d’arte Gaetano Cristino, la mostra riassume, con sessantacinque opere grafico-pittoriche, quasi cinquant’anni della ricerca espressiva di Salvatore Lovaglio, volta allo scandaglio del rapporto uomo-natura. Attraverso queste opere è possibile ripercorrere non solo la sua singolare poetica, unitaria e nello stesso tempo contrassegnata da una pluralità di approcci linguistici, ma è altresì possibile approfondire alcuni dei capitoli più interessanti dell’arte del secondo Novecento attraversati da Lovaglio, dall’informale alla figurazione esistenziale agli esiti ultimi del naturalismo e del cosiddetto realismo informale.

“Una delle principali linee di intervento seguite dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia per la promozione delle arti visive – ha sottolineato il presidente della Fondazione, prof. Aldo Ligustro – riguarda la cura di mostre retrospettive dedicate ai protagonisti dell’attività artistica in Capitanata degli ultimi cinquant’anni, che, oltre ad attribuire un riconoscimento alla carriera ai singoli artisti, consentono anche, al di là del loro intento celebrativo, di fornire materiali attraverso i quali, tassello dopo tassello, diventi possibile delineare, nel tempo, la storia della produzione artistica nel nostro territorio e i suoi legami con altri contesti, anche internazionali. La mostra antologica di Salvatore Lovaglio, che ha svolto la sua attività di docente e di artista anche in altri contesti senza mai dimenticare la sua terra d’origine, dove alla fine è rientrato, si colloca in maniera esemplare in questo percorso”.

“Fin dagli esordi, nel 1970 – ha ricordato Gaetano Cristino – la linea espressiva di Salvatore Lovaglio si è sviluppata tra due polarità, astrazione e figurazione, che spesso si ricongiungono, a volte felicemente, a volte drammaticamente, sempre all’interno di un continuum  concettuale che ha come centro della sua attenzione l’indagine sul senso dell’esistenza umana e del suo rapporto con il reale”.

Anche le opere di oggi, ”le grandi geografie, i paesaggi magmatici capaci di trascinare lo sguardo in un vortice di luci e di ombre – ha scritto a sua volta in catalogo Emma Zanella, direttore del Museo d’Arte di Gallarate – le incisioni libere che paiono forzare i limiti della tecnica a favore della potenza di segno e colore, tutto ciò che Lovaglio è oggi come artista trae la sua forza da un percorso di ricerca in continua evoluzione che parte e arriva sempre all’uomo,  alla sua essenza, al suo sentire, anche quando non rappresentato”.

La mostra è corredata da un catalogo di 128 pagine, edito da Effebiemme, che comprende, oltre ad una antologia della critica e a un ricco apparato iconografico (riguardante anche la sua attività di scultore),  testi di Gaetano Cristino ed Emma Zanella e una riflessione poetico – visiva di Guido Pensato, appositamente scritti per questa mostra. Le prime cento copie del catalogo, inoltre, saranno impreziosite da un’incisione numerata e firmata dall’artista, realizzata per l’occasione.

La mostra rimarrà aperta fino al 20 gennaio 2018, esclusi i giorni festivi, osservando i seguenti orari: da lunedì a sabato, ore 10-13/17-20.

Durante tutta la durata della mostra sarà possibile visitare anche lo studio dell’artista, in Borgo San Giusto, tra Troia e Lucera, autentica factory dell’arte.

All’inaugurazione della personale prenderanno parte il presidente della Fondazione, Aldo Ligustro, il curatore della mostra Gaetano Cristino, la direttrice del Ma*Ga (Museo d’arte contemporanea di Gallarate) Emma Zanella e Guido Pensato, poeta e curatore.

Notizie  biografiche

Salvatore Lovaglio è nato a Troia (Foggia) nel 1947 e vive e lavora tra Lucera e Milano. Pittore, scultore e incisore, si è formato  nelle Accademie di Belle Arti di Napoli e Foggia ed  ha insegnato in quelle di Brera, a Milano, di Bari e di Foggia. Fondatore del Centro studi e promozione arti visive Mecenate a Lucera, è da sempre impegnato anche nell’organizzazione di attività artistiche e laboratoriali.

Svolge attività artistica dal 1973. Negli anni Ottanta collabora alla nascita di “Proposte di figurazioni” con Sergio Michilini, Nazareno Di Nardo, Gaetano D’Auria e altri artisti con i quali organizza mostre itineranti presso spazi ed enti pubblici nell’area milanese e varesina. È di quegli anni l’amicizia con gli scultori Franco Fossa e Antonio M. Pecchini e con gli architetti Dario Manzo e Giampiero Spigarelli. Con loro ottiene il primo e il terzo premio nel concorso indetto dall’amministrazione comunale di Busto Arstizio e dalla Regione Lombardia per la sistemazione di un’area della città e la realizzazione di un monumento alle vittime del lavoro. Dal 1992 partecipa, con l’artista Koemon Hattori ad una serie di iniziative intitolate “Senza frontiere” esponendo in vari musei giapponesi, tra cui City Art Museum, Nigata; Ginza Art Gallery, Tokio; Galleria Bumdodo, Tokio. Nel 1996 viene allestita una sua personale presso il Centro Culturale San Fedele di Milano e nel 1999 tiene una mostra antologica presso la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2001 realizza per la Città di Lucera la Colonna monumentale dedicata al Terzo Millennio collocata nel piazzale della stazione. Nel 2003 organizza presso il Chiostro di Voltorre di Gavirate una emozionante personale dal titolo “Appunti di guerra”. Nel 2005 tiene presso la Galleria provinciale d’arte moderna e contemporanea di Foggia la personale “Geografie”.  Nel 2010 espone, in una mostra itinerante che tocca anche Roma, le sue “Incisioni”. Nel 2011 firma il Manifesto artistico per il XXI secolo Diastema, redatto dal filosofo Romano Gasparatto. Ha partecipato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Palazzo delle Esposizioni, “Sala Nervi”, Torino. Nel 2015 ha realizzato per la città di Manfredonia un’imponente e vibrante statua equestre dedicata a Re Manfredi. La sua pittura, mai “narrativa”, ha sicuramente uno stretto rapporto con l’arte di area lombarda, dove Lovaglio ha vissuto e lavorato a lungo, ma è altrettanto vero che, particolarmente nei paesaggi, dove “natura e pittura diventano una cosa sola”, c’è tutta l’adesione alla sostanza della sua terra.