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Tra realtà e interpretazione, il percorso di Alfonso delli Carri.

Tra realtà e interpretazione, il percorso di Alfonso delli Carri

Aggiornamenti, Comunicati stampa

Inaugurata venerdì sera “Gli occhi, lo sguardo, il tempo”, l’antologica del fotografo foggiano curata da Guido Pensato. In mostra 90 scatti in bianco e nero. L’esposizione sarà visitabile fino al 10 ottobre nella galleria della Fondazione

Una serata dedicata alla fotografia, allo sguardo e al rapporto tra immagini e tempo. È stata inaugurata venerdì 25 settembre, nella sala “Rosa del Vento” della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, “Gli occhi, lo sguardo, il tempo”, la mostra di Alfonso delli Carri, curata da Guido Pensato.

Un pubblico numeroso ha partecipato all’inaugurazione, dando vita a un momento di incontro e confronto attorno al lavoro di un autore foggiano che da oltre trent’anni attraversa la fotografia nelle sue diverse possibilità espressive, tra ricerca, documentazione, memoria e sperimentazione. La mostra raccoglie 90 scatti rigorosamente in bianco e nero, selezionati all’interno del percorso dell’autore e messi in dialogo tra loro per restituire la varietà e, al tempo stesso, la coerenza della sua ricerca.

Ad aprire la serata è stato il presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, Filippo Santigliano, che ha sottolineato il ruolo che la fotografia ha assunto nel percorso culturale della Fondazione. Una presenza consolidata nel programma espositivo dell’Istituzione, attraverso mostre dedicate ad autori e temi diversi, e che trova nell’antologica di delli Carri un ulteriore punto di incontro tra la valorizzazione della fotografia e l’attenzione agli artisti del territorio.

«La fotografia – ha ricordato Santigliano – è uno degli strumenti attraverso cui possiamo imparare a guardare la realtà con maggiore attenzione. Ospitare il lavoro di Alfonso delli Carri significa proseguire questo percorso e, allo stesso tempo, dare spazio a un autore della nostra città, alla sua ricerca e al suo modo personale di confrontarsi con il tempo, la memoria e ciò che ci circonda».

Al centro della serata anche la lettura del lavoro del fotografo proposta dal curatore Guido Pensato, autore del testo che accompagna il catalogo della mostra. Il percorso espositivo nasce infatti dall’incontro di immagini realizzate in momenti differenti della ricerca di delli Carri, alcune legate a progetti specifici, altre provenienti dall’archivio dell’autore e tornate a emergere nel tempo.

È proprio il tempo uno degli elementi chiave individuati da Pensato: non soltanto quello fermato dall’obiettivo ma anche quello necessario perché un’immagine possa essere ritrovata, riletta e assumere un nuovo significato. La varietà dei temi e dei linguaggi attraversati dall’autore diventa così parte di un percorso più ampio, nel quale immagini apparentemente lontane finiscono per dialogare tra loro. Pensato individua proprio in questa versatilità ed eclettismo un vero e proprio laboratorio della ricerca di delli Carri, capace di svilupparsi nel corso degli anni attraverso continuità e trasformazioni.

«Guardare le immagini di Alfonso significa anche accettare di non avere sempre una risposta immediata – è il senso della riflessione di Pensato –. Le fotografie chiedono tempo, invitano a riconoscere dettagli, relazioni e significati che possono emergere soltanto attraverso uno sguardo attento. In questo rapporto tra immagine e osservatore si trova una parte importante della sua ricerca».

Un contributo alla serata è arrivato anche da Alfredo Ingino, vicepresidente del Foto Cine Club di Foggia, realtà con la quale delli Carri ha condiviso una lunga esperienza, anche sul piano della formazione fotografica. La sua presenza ha sottolineato il legame dell’autore con la comunità fotografica cittadina e con un’attività che nel corso degli anni non si è limitata alla produzione di immagini, ma ha coinvolto anche l’insegnamento, la formazione e la diffusione della cultura fotografica.

A chiudere gli interventi è stato Alfonso delli Carri, che ha accompagnato il pubblico dentro il proprio percorso, fatto di immagini nate in momenti e contesti differenti e successivamente ricondotte a un dialogo comune. Una ricerca nella quale la fotografia diventa occasione per osservare persone, luoghi e situazioni, ma anche per interrogarsi sul proprio modo di guardare.

«Ogni fotografia nasce da un incontro – ha spiegato delli Carri –. A volte è un incontro cercato, altre volte è qualcosa che accade e che ti porta a fermarti. Poi passa il tempo e quelle immagini possono tornare a parlare, magari in modo diverso da come le avevi pensate all’inizio».

È anche in questa dimensione che si può leggere il titolo della mostra: gli occhi come primo strumento attraverso cui entrare in rapporto con ciò che ci circonda, lo sguardo come atto di interpretazione e scelta, il tempo come dimensione capace di modificare il significato delle immagini e il rapporto che abbiamo con esse.

La mostra raccoglie fotografie che attraversano temi e modalità differenti, muovendosi tra narrazione e astrazione, presenza e assenza, luoghi affollati e spazi silenziosi. Un insieme nel quale immagini provenienti da fasi diverse della produzione dell’autore possono riconoscersi e ricomporsi all’interno di un unico percorso, formale ed espressivo.

Il risultato è un’esposizione che non propone una lettura univoca ma lascia spazio allo sguardo di chi attraversa la mostra. Perché il visitatore può arrivare a trasformarsi da spettatore in “co-autore”, chiamato a riconoscere, completare e svelare il senso delle immagini attraverso la propria esperienza.

“Gli occhi, lo sguardo, il tempo” sarà visitabile fino al 10 ottobre 2026 (lun-sab, ore 10-13 e 17-20, domenica e festivi chiuso) nella galleria della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, in via Arpi 152. Ingresso libero.