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Le “Ideografie (ma)tematiche” di Mottola. Mostra singolare dedicata ad uno dei fotografi più estrosi del territorio

Le “Ideografie (ma)tematiche” di Mottola

Comunicati stampa

Sarà inaugurata sabato 17 ottobre 2020, alle ore 18:00 presso la Galleria della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, in via Arpi 152, la mostra di Filomeno Mottola “Ideografie (ma)tematiche”.

Una mostra singolare, dedicata ad uno degli artisti fotografi più significativi, estrosi e profondi espressi dal nostro territorio, “che racconta – scrive il presidente della Fondazione, Aldo Ligustro – di un percorso espressivo in continua evoluzione, quello della costruzione dell’immagine artistica e dei suoi valori, attraverso tecnologie sempre più sofisticate, dalla fotografia al computer, che determinano un ampliamento del concetto stesso di arte visiva. Si può quindi comprendere il grande interesse col quale la Fondazione dei Monti Uniti ha accolto la proposta di organizzare questa mostra di Filomeno Mottola, che consente non solo di celebrare un Maestro, che è anche un matematico, che da oltre cinquant’anni onora con i suoi “scatti” l’arte fotografica ma di guardare allo stesso tempo alla sua personale interpretazione e visione dell’arte frattale”

“La realtà – dice al riguardo lo stesso Artista – cambia in continuazione, si trasforma, e con essa si evolve anche il modo di rappresentarla; tuttavia anche nell’uso di materiali strani, inconsueti e in tecniche spinte all’estremo, il significato di un’opera rimane quello delle origini: la manifestazione chiara del nostro sentimento”. Quanto all’arte frattale, le cui immagini, espressione di complesse operazioni matematiche, sono presenti in mostra, “esse colpiscono – dice ancora Mottola – almeno su due fronti: quello estetico, perché – parallelamente a quanto avviene con le fotografie e le opere pittoriche – si rapportano a ogni aspetto della comunicazione visiva e alle scienze umane correlate…e quello matematico, la cui articolata, continua evoluzione sconfina in concetti filosofici e (perché no?) religiosi”.

La mostra è stata curata da Gaetano Cristino che ha sottolineato come ”i numerosi portfolio presentati in questa mostra da Filomeno Mottola abbiano un carattere che va oltre la lettura immediata delle immagini e dei loro contenuti più o meno espliciti, certamente importanti, per portarci anche ad una riflessione metalinguistica sull’immagine fotografica e sulle sue relazioni con altri linguaggi, in considerazione anche dell’evoluzione positiva delle tecniche che aiutano l’Artista ad esprimere più compiutamente il proprio pensiero e le proprie emozioni”.

La mostra, documentata da un prezioso catalogo edito da Effebiemme, rimarrà aperta fino al 7 novembre 2020, osservando i seguenti orari: da lunedì a sabato, ore 10-13/17-20.

Gli ingressi saranno contingentati, nel rispetto delle disposizioni anti-covid e sarà obbligatorio l’uso della mascherina.

Note biografiche
Filomeno Mottola, nato a Troia (FG) nel 1949, si è laureato in matematica presso l’Università di Roma e dal 1976 risiede a Foggia. Ha lavorato per diversi anni in un istituto di credito che ha poi lasciato per insegnare analisi matematica come libera attività e collaborare come programmatore in una società di software. Interessato alla fotografia sin da 1962, ha partecipato a numerosi concorsi fotografici con esposizione opere in Italia, Francia, Svizzera, ecc., ricevendo importanti premi. Membro di giuria in concorsi nazionali e internazionali, realizza numerose mostre personali; le sue recensioni su lavori fotografici e i suoi studi critici sono apparsi su periodici specializzati come “Fotoit-La Fotografia in Italia” (rivista ufficiale della FIAF-Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e “I.S.F-Image sans Frontiere”, rivista europea con cui ha collaborato per diverso tempo.
E’stato insignito dell’onorificenza AFI-Artista della Fotografia Italiana, conferitagli ad Arezzo il 21 aprile 1999 nel corso del 51° Congresso Nazionale della FIAF e nel 2003 è entrato a far parte del DiD-Dipartimento Didattica della Federazione in qualità di docente FIAF.
Si interessa da tempo allo studio della Fotografia come linguaggio non verbale, e da qualche anno ai rapporti della Fotografia stessa con altre scienze: psicologia, semantica, filosofia… che si ritrovano implicati nella lettura e nella composizione dell’immagine, senza trascurare nel contempo le possibilità offerte dal digitale.
Gli studi matematici gli hanno consentito di esplorare le basi tecniche della fotografia, portandolo nell’aprile 2002 alla stesura in formato PDF della dispensa “Bianco e nero” sul sistema zonale (SZ) analogico, utilizzato per la stampa in proprio delle fotografie su carta baritata. Tale lavoro, con l’avvento della tecnologia digitale, è stato poi tradotto in una procedura (“azione”) che, inserita in un opportuno programma per la gestione delle immagini, realizza le maschere previste dal SZ per il controllo di luminosità e contrasto dove richiesto. Uno strumento molto versatile e apprezzato da chi lo conosce, che pone la tecnica al servizio dell’espressività. La passione per i numeri non l’ha mai abbandonato e ultimamente l’ha portato a esplorare una nuova branca della matematica che si occupa di quelle funzioni ricorsive nel campo complesso che si concretizzano in immagini esteticamente accattivanti: i frattali e la loro arte.