Il voto popolare che sancì l’annessione del Mezzogiorno e della Sicilia al nascente Regno d’Italia, le dinamiche politiche e sociali che lo accompagnarono, il ruolo della propaganda, delle piazze e delle reti civiche nella costruzione del consenso. Saranno questi alcuni dei temi al centro dell’incontro in programma lunedì 9 novembre, alle ore 18:00 nella sala “Rosa del Vento” della Fondazione, in via Arpi 152 a Foggia, dedicato alla presentazione del volume Il plebiscito del 1860. Unificazione, legittimazione, reazione nel Mezzogiorno e in Sicilia (Rubbettino Editore, 2025), a cura dello storico Carmine Pinto.
L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato di Foggia, propone un approfondimento su uno dei passaggi più significativi e complessi del processo di unificazione nazionale, attraverso una ricerca collettiva che coinvolge oltre venti studiosi e si fonda sull’esame di decine di archivi.
Il volume restituisce al Plebiscito del 1860 una dimensione che supera quella di un semplice atto formale o di un passaggio obbligato verso l’unificazione. Il voto viene infatti analizzato come momento culminante della rivoluzione moderata e passaggio fondante nella costruzione della legittimazione politica del nuovo Stato unitario. La ricerca ricostruisce quella che fu la prima grande campagna elettorale e il primo vasto esperimento di voto a suffragio universale maschile nel Mezzogiorno, mettendo in luce il ruolo della mobilitazione politica, della propaganda, delle piazze e delle reti civiche nella formazione del consenso.
A portare i saluti istituzionali saranno Filippo Santigliano, presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, e Francesco Barbaro, direttore dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato di Foggia.
Seguiranno gli interventi di Giuseppe Clemente, presidente onorario del Centro di Ricerca e Documentazione per la Storia della Capitanata, e di Carmine Pinto, professore ordinario di Storia contemporanea e direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno.
Storico e studioso di storia patria originario di San Severo, Giuseppe Clemente ha dedicato gran parte della propria attività di ricerca al Risorgimento, al brigantaggio postunitario e alla storia della Capitanata. È socio fondatore del Centro di Ricerca e Documentazione per la Storia della Capitanata, di cui è stato presidente per vent’anni e del quale è oggi presidente onorario. Socio dell’Accademia Pugliese delle Scienze, ispettore archivistico onorario e membro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano dal 1981 e della Società di Storia Patria per la Puglia dal 1984, ha firmato numerosi studi e pubblicazioni. Tra i suoi lavori si ricordano Il sacco di San Severo del 25 febbraio 1799, Il brigantaggio in Capitanata. Fonti documentarie e anagrafiche (1861-1864) e Viva chi vince. Il Gargano tra reazione e brigantaggio (1860-1864), contributi importanti per la ricostruzione delle vicende storiche, politiche e sociali del territorio.
Carmine Pinto, storico, professore ordinario di Storia contemporanea e direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno, si occupa di storia politica, culturale e militare, con particolare attenzione ai conflitti civili, ai movimenti nazionali e ai processi di formazione degli Stati nell’Ottocento. Dirige il Centro di Ricerca sui conflitti in Età Contemporanea ed è direttore della Rassegna Storica del Risorgimento. Tra le sue principali pubblicazioni figurano La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870 (Laterza, 2019), insignito di diversi riconoscimenti, e Il brigante e il generale. La guerra di Carmine Crocco e Emilio Pallavicini di Priola, vincitore del Premio Acqui Storia 2023. Nel 2024 ha pubblicato Soldati e briganti. Biografie, pratiche, immaginari tra Sette e Ottocento (Rubbettino).
L’incontro offrirà dunque l’opportunità di approfondire, attraverso nuove prospettive storiografiche e il confronto tra studiosi, un passaggio decisivo della storia italiana, restituendo complessità a un processo che nel Mezzogiorno e in Sicilia fu attraversato da partecipazione, conflitti, aspettative e reazioni, e che contribuì a definire le fondamenta politiche del nuovo Stato nazionale.