Gli uffici della Fondazione sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00. Per info e contatti: info@fondazionemontiunitifoggia.it, 0881.712182.
Open
X

AI e lavoro vivo: pensare il futuro.

AI e lavoro vivo: pensare il futuro

Comunicati stampa

Tecnologia, etica e relazioni umane: in Fondazione il saggio di Cristiano Boscato

Prosegue con grande partecipazione il ciclo di incontri “Think, Write, Lead”, promosso e organizzato dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia per stimolare riflessioni e dialoghi sui grandi temi dell’attualità, della cultura e dell’innovazione.

Nella serata di venerdì 31 ottobre, la sala “Rosa del Vento” di via Arpi ha ospitato la presentazione del saggio di Cristiano Boscato, tra i massimi esperti italiani di intelligenza artificiale applicata al business, “Era, ora. Intelligenza aumentata, lavoro vivo” (Post Editori, 2025), un testo che indaga il rapporto tra tecnologia, etica e dimensione umana del lavoro.

L’incontro è stato aperto dai saluti del presidente Filippo Santigliano, che ha definito l’appuntamento “una sorta di secondo tempo del festival Colloquia di due anni fa, interamente dedicato al tema dell’intelligenza artificiale”. “È un argomento di straordinaria attualità – ha aggiunto – che merita un dibattito pubblico consapevole: mi ha colpito sapere che in Cina da quest’anno l’IA sarà materia obbligatoria dalle elementari alle superiori. È un segnale di quanto altri Paesi si stiano attrezzando con largo anticipo, mentre il nostro spesso appare più sulla difensiva”.

Il vicepresidente Alfonso De Pellegrino ha introdotto l’autore, ricordandone la competenza e la lunga esperienza nel campo dell’innovazione digitale. “Con questo ciclo di incontri – ha spiegato – la Fondazione vuole promuovere una riflessione che unisca prospettive diverse, scientifiche, etiche e sociali. L’intelligenza artificiale non è soltanto una questione tecnologica, ma un fenomeno che interroga in profondità la cultura e i valori su cui si fondano le nostre comunità”. Successivamente, De Pellegrino ha presentato gli interlocutori: mons. Giorgio Ferretti, Arcivescovo metropolita di Foggia-Bovino, e il prof. Agostino Marengo, ordinario di Ingegneria della trasformazione digitale all’Università di Foggia. A moderare il confronto è stato il giornalista Enrico Ciccarelli.

Nel suo intervento, Boscato ha sottolineato che “non si tratta di una disputa tra apocalittici e integrati, come li avrebbe definiti Umberto Eco, ma di un’occasione per compiere un salto verso un mondo diverso, in cui il problema non è essere sostituiti, ma arrivare a nuovi traguardi”. La virgola nel titolo, ha spiegato, “rappresenta il passaggio di un’epoca: è finita un’era e dobbiamo chiederci dove vogliamo andare”. Centrale nel suo libro è il tema della leadership: “Il leader dell’azienda in futuro non sarà più misurato sulla performance, ma sulla capacità di cura e di interpretazione della realtà. Dovrà dare visione e valori, rendendoli coerenti con le relazioni interne”. Boscato ha inoltre affrontato il tema del linguaggio: “L’IA non si limita a descrivere il mondo, ma lo genera. È una rivoluzione che tocca l’elemento vitale dell’essere umano: le parole. Se però sapremo governarla, potrà diventare una intelligenza poetica trasformativa, capace di aiutarci a riscoprire il senso umano del comunicare”.

Il prof. Marengo ha evidenziato la rapida obsolescenza delle competenze e l’urgenza di un nuovo approccio alla formazione: “Il ciclo di vita delle competenze si è ridotto enormemente: ciò che si impara oggi, tra due anni potrebbe non servire più. L’intelligenza artificiale non sostituirà tutti, ma solo chi non saprà usarla”.

Infine, mons. Ferretti ha offerto una riflessione dal punto di vista etico e spirituale: “La Chiesa guarda all’intelligenza artificiale con speranza ma anche con cautela. Papa Francesco parlava di algocrazia e algoretica: il tema centrale è mantenere viva la nostra etica umana. La tecnologia pone sfide enormi, ma l’unica cosa che ci differenzia dalle macchine è la capacità di provare valori e passioni. Alcune domande – ha concluso – è già tardi per porcele, ma dobbiamo farlo comunque, con coraggio e consapevolezza”.

Con questo secondo appuntamento, la Fondazione conferma il suo impegno a creare spazi di confronto aperti e di alta qualità culturale sui temi che stanno ridisegnando il presente e il futuro della società.