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L’eredità culturale di Stefan Nienhaus.

L’eredità culturale di Stefan Nienhaus

Aggiornamenti, Comunicati stampa, Multimedia

La Fondazione dei Monti Uniti ha ospitato, venerdì 8 maggio, la presentazione del volume “Stefan Nienhaus. Scritti d’arte. Foggia, il Gargano, la Puglia. 2003-2023”, a cura di Guido Pensato, pubblicazione dedicata alla figura e all’opera del professor Stefan Nienhaus, ordinario di Letteratura tedesca presso l’Università degli Studi di Salerno e già docente dell’Università di Foggia, scomparso il 18 febbraio 2024.

Una serata intensa e partecipata, che ha riunito amici, studiosi, artisti, colleghi e rappresentanti del mondo culturale legati al professore da rapporti di collaborazione e amicizia costruiti nel corso di oltre vent’anni di attività condivise tra Foggia, il Gargano e la Puglia.

Nel corso degli interventi è emerso con forza il profondo legame che Stefan Nienhaus aveva instaurato con il territorio e con la comunità culturale foggiana: un rapporto fatto di studio, ricerca, mostre, viaggi, intuizioni critiche e impegno costante nella valorizzazione del dialogo tra la cultura artistica europea e la Capitanata.

La pubblicazione, voluta dalla Fondazione dei Monti Uniti, non nasce come semplice omaggio commemorativo, ma come un concreto tentativo di custodire e rilanciare il patrimonio di studi e scritti che Nienhaus ha lasciato in eredità. In particolare, il volume raccoglie contributi fondamentali per la comprensione del rapporto tra la provincia di Foggia e grandi protagonisti dell’arte del Novecento, tra cui Joseph Beuys, Herbert Voss e Alfredo Bortoluzzi, figure alle quali la Fondazione ha dedicato negli anni mostre, ricerche e iniziative culturali di rilievo.

Alla presentazione hanno preso parte il presidente della Fondazione dei Monti Uniti, Filippo Santigliano, il curatore del volume Guido Pensato, il critico d’arte Gaetano Cristino, lo storico dell’arte Silvano Saccone e la professoressa Valeria Bazzicalupo Nienhaus. Nel corso della serata, l’attrice Asia Correra ha letto alcuni scritti scelti del professore, accompagnando il pubblico in un percorso di ascolto e memoria particolarmente coinvolgente.

L’incontro ha rappresentato non soltanto un momento di ricordo, ma anche la conferma di un’eredità culturale viva, che continua ancora oggi a offrire strumenti di riflessione e nuove prospettive di ricerca sul rapporto tra arte, territorio e identità culturale.