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Gramsci e la crisi europea negli anni Trenta. In Fondazione si presenta il nuovo libro sull'intellettuale sardo, curato da Angelo Rossi

Gramsci e la crisi europea negli anni Trenta

Comunicati stampa

Venerdì 9 febbraio 2018, alle ore 18:00 in sala “Rosa del Vento”, il professor Angelo Rossi presenterà la sua nuova pubblicazione intitolata Gramsci e la crisi europea negli anni Trenta (Edizioni Guida, 2017). Dialogheranno con l’autore il presidente della Fondazione dei Monti Uniti, Aldo Ligustro, il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Filippo Santigliano e la dottoressa Lea Durante, ricercatrice presso il Disum dell’Università di Bari nonché vicepresidente della International Gramsci Society – Italia.

Il volume. La misura temporale di questo libro è data dalla crisi europea degli anni Trenta alla quale Gramsci assistette dal carcere, con l’incalzare dei malanni di una fibra forte che però si misurava con la durissima condizione della prigione di Turi; con l’impressione terribile di una solitudine politica vera, ancor più aggravata dall’accumularsi solitario di sensazioni e impressioni che non potevano esser tutte verificate e che rappresentarono un suo tormento interiore, ma anche, quasi per rovescio, una condizione del suo pensiero politico. In questo senso Gramsci è un caso pressoché unico – e Rossi mette molto l’accento su questo aspetto – di una vita e di un pensiero che hanno la dimensione del tragico, nel secolo più metafisico ed ultimativo che l’umanità europea abbia vissuto, quando lo scompaginamento radicale del rapporto tra vita e forme fu il segnale della crisi generale

L’autore. Nato a Bovino il 25 dicembre 1933, Angelo Rossi è stato docente di Storia e Filosofia al Liceo Classico di Foggia “Vincenzo Lanza” ed è stato un importante rappresentante politico del territorio prima nelle istituzioni locali e poi in Parlamento. Dal 1962 al 1965 fa parte della Segreteria regionale del PCI, dal 1966 al 1971 è consigliere provinciale e ricopre la carica di capogruppo del PCI, segretario del comitato cittadino di Foggia dal 1971 al 1975, segretario della federazione dal 1976 al 1980, membro del Comitato Centrale del PCI dal 1977 al 1983, dal 1980 al 1985 torna a far parte della segreteria regionale del PCI. Dal 1971 al 1980 è stato consigliere comunale a Foggia. Eletto consigliere regionale in tre legislature, nel 1970, nel 1980 e nel 1985. Dal 1980 al 1985 capogruppo del PCI alla regione Puglia e componente della commissione regionale che ha elaborato il primo statuto regionale. Dal 1985 al 1990 presidente della commissione sviluppo economico alla regione Puglia, poi eletto al Senato della Repubblica nel collegio Lucera – San Severo per il Partito della Rifondazione Comunista, a cui aderì dopo la svolta di Achille Occhetto. Da diversi anni studia e pubblica saggi sulla figura del fondatore del Partito Comunista Italiano: “Gramsci tra Mussolini e Stalin” (con Beppe Vacca, 2007), “Gramsci da eretico a icona” (2010) e “Gramsci in carcere. L’itinerario dei Quaderni (1929-1933)” (2014).