Gli uffici della Fondazione sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00. Per info e contatti: info@fondazionemontiunitifoggia.it, 0881.712182.
Open
X

Quando il giallo illumina l’oggi. Dalla sparizione dell’Imam alla sfida del presente: Amendola apre il nuovo ciclo “Think, write, lead” in Fondazione

Quando il giallo illumina l’oggi

Aggiornamenti, Comunicati stampa

Un romanzo investigativo che richiama riflessioni sul Medio Oriente e il ruolo dell’Italia per la pace

Con grande partecipazione di pubblico, lunedì 29 settembre si è inaugurato presso la sala “Rosa del Vento” della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia il nuovo ciclo di incontri “Think, write, lead”, ideato per aprire spazi di dialogo e riflessione sui grandi temi del nostro tempo.

La serata si è aperta con i saluti istituzionali del presidente Filippo Santigliano e l’introduzione del vicepresidente Alfonso De Pellegrino, che hanno sottolineato l’importanza di offrire alla comunità momenti di confronto su letteratura, politica e attualità.

Protagonista dell’incontro è stato Enzo Amendola, politico e scrittore al suo esordio narrativo con il romanzo “L’Imam deve morire” (Mondadori, 2025). A dialogare con l’autore è stato il giornalista Enrico Ciccarelli, che ha guidato il pubblico alla scoperta delle tematiche centrali del libro: fanatismo religioso, radicalizzazione e conflitti culturali, in una trama che unisce storia, politica e tensione narrativa.

L’autore ha raccontato la genesi del romanzo, ambientato tra Italia, Medio Oriente ed Europa negli anni di piombo, e ispirato alla storia realmente accaduta della misteriosa scomparsa dell’imam Musa al-Sadr. Influente Imam sciita libanese di origine iraniana, al-Sadr fondò il movimento Amal e divenne una figura carismatica per il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica tra le comunità del Libano. Scomparve misteriosamente durante un viaggio in Libia nel 1978, una vicenda mai chiarita che ebbe grande risonanza internazionale. Un intreccio che, pur partendo da un fatto storico, parla al presente e alle sfide della convivenza tra popoli e religioni.

Amendola, nel corso del suo intervento, si è soffermato anche sui temi dell’attualità, con particolare riferimento al Medio Oriente sconvolto dalla guerra. Ha richiamato l’importanza di trasmettere ai giovani un messaggio di speranza, ricordando figure capaci di dialogo e di rifiuto del fanatismo, e ha sottolineato come l’Italia, forte della sua tradizione diplomatica, possa e debba svolgere un ruolo di ponte per la pace. “Non bisogna credere al fatalismo – ha detto – ma ritrovare l’esempio di uomini e donne che hanno saputo contrastare le trappole dell’odio. Il messaggio che la brutalità è l’unica strada è pericoloso e contagioso: serve invece costruire soluzioni di convivenza e di pace”.

Il pubblico ha seguito con grande interesse il dialogo, partecipando con domande e riflessioni che hanno arricchito il dibattito. La Fondazione ha così aperto con successo un percorso che, nelle prossime tappe, continuerà ad affrontare temi cruciali della contemporaneità attraverso la voce di scrittori e protagonisti della vita pubblica.