Un viaggio nei retroscena dell’assassinio che cambiò la storia d’Italia e segnò l’ascesa della dittatura fascista
Venerdì 29 maggio, alle ore 18:30, la sala “Rosa del Vento” della Fondazione dei Monti Uniti, in via Arpi 152 a Foggia, ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna “Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione”, ciclo di incontri dedicato ai grandi temi della storia contemporanea e ai protagonisti della ricerca storica italiana. Ospite della serata sarà lo storico Mauro Canali, che presenterà il volume Il delitto Matteotti, intervistato dal giornalista Micky De Finis.
Storico e accademico di chiara fama, Mauro Canali è tra i massimi studiosi italiani del fascismo, della crisi dello Stato liberale e dei meccanismi repressivi e informativi del regime mussoliniano. Già professore ordinario di Storia contemporanea all’Università di Camerino, Canali si è formato alla scuola di Renzo De Felice ed è membro del comitato scientifico di Rai Storia. Nel corso della sua carriera ha tenuto lezioni e conferenze in prestigiosi atenei europei e statunitensi; nel 2006 è stato Visiting Scholar presso la Harvard University. Ha inoltre collaborato con importanti testate e riviste culturali, tra cui “la Repubblica” e il “Journal of Modern Italian Studies”.
Gran parte della sua produzione scientifica è dedicata all’analisi delle strutture del potere fascista, delle sue reti di controllo e delle sue zone d’ombra. Tra i suoi saggi più noti figurano Il delitto Matteotti (1997), fondamentale ricostruzione dell’assassinio di Giacomo Matteotti e dei suoi retroscena politico-economici legati alla convenzione petrolifera Sinclair Oil; Le spie del regime (2004), dedicato all’apparato di sorveglianza e repressione del fascismo; Mussolini e il petrolio iracheno (2007), sulle strategie energetiche e geopolitiche dell’Italia fascista; e Il tradimento (2014), incentrato sulle figure e le dinamiche che accompagnarono il crollo del regime.
Particolare rilievo assume proprio “Il delitto Matteotti”, edito da Il Mulino, considerato all’unanimità uno dei testi più autorevoli e rigorosi per comprendere la genesi della dittatura fascista. Attraverso una monumentale ricostruzione documentale, Canali scardina infatti la tesi del “delitto isolato”, individuando nel movente economico e corruttivo il vero nodo gordiano che legò Benito Mussolini all’assassinio di Giacomo Matteotti.
A differenza delle interpretazioni che leggevano il crimine esclusivamente come una reazione politica al celebre discorso parlamentare del 30 maggio 1924, Canali dimostra come Matteotti fosse ormai prossimo a denunciare pubblicamente lo scandalo delle tangenti legate alla concessione petrolifera affidata alla compagnia americana Sinclair Oil. Attraverso l’analisi incrociata di carteggi, deposizioni e fondi archivistici, lo storico evidenzia inoltre come Mussolini fosse pienamente a conoscenza dell’operato della Ceka, la polizia segreta fascista, e come la sua responsabilità politica e morale quale mandante emerga in maniera inequivocabile.
Il saggio mette inoltre in luce come il regime fascista si fondasse non soltanto sulla violenza fisica e sull’intimidazione politica ma anche su una rete articolata di corruzione, interessi economici e illeciti arricchimenti che contribuirono a consolidarne il potere.
L’incontro rappresenta un’importante occasione di approfondimento storico e civile su una delle vicende più drammatiche e decisive della storia italiana del Novecento, attraverso il contributo di uno dei suoi più autorevoli studiosi.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Il prossimo e ultimo appuntamento della rassegna è in programma venerdì 12 giugno con la presentazione del libro “L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna. 1979-1980” di Miguel Gotor.