Venerdì 14 novembre in Fondazione si è tenuta la presentazione della nuova ristampa del volume di Giuseppe Clemente “Il brigantaggio in Capitanata. Fonti documentarie e anagrafiche (1861-1864)”, edito dalle Edizioni del Rosone di Foggia, un appuntamento molto partecipato, dedicato a un tema che continua a suscitare grande interesse.
Giuseppe Clemente, autore del volume, ha spiegato l’obiettivo fondamentale del suo lavoro: «Non abbiamo voluto riproporre l’ennesima interpretazione del brigantaggio, ma recuperare e mettere a disposizione documenti dispersi in archivi pubblici e privati, affinché la memoria di quei fatti non vada perduta. Sono testimonianze quotidiane che raccontano la vita di piccoli uomini in piccoli paesi, travolti da una storia più grande di loro».
Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, ha sottolineato come «questa vasta documentazione, pur parziale, restituisca la dimensione reale e diffusa del fenomeno: centinaia di reati, interi territori coinvolti, una società segnata da violenze, estorsioni, incendi e sequestri. Una cronaca minuta che illumina, con dati e numeri, una delle stagioni più traumatiche dell’Italia postunitaria».
Francesco Barbaro, direttore dell’Istituto di Storia del Risorgimento Italiano – Comitato di Foggia, ha posto l’accento sul valore anagrafico delle fonti: «Conoscere i briganti, le loro reti, la loro età, le loro origini è indispensabile per comprendere davvero il brigantaggio. Le liste e gli elenchi recuperati – oltre 500 nomi – ci permettono di ricostruire identità, percorsi e cadute di una generazione che visse tra violenza, repressione e marginalità».
Un incontro denso, che ha restituito complessità storica, dati inediti e un patrimonio documentario prezioso per lo studio del brigantaggio in Capitanata.