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Dentro le ferite della Repubblica.

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Comunicati stampa

L’omicidio Mattarella, Ustica e Bologna al centro di una serata di grande approfondimento

Il presidente Santigliano traccia il bilancio della prima edizione di “Ché Storia”

Una sala gremita, un pubblico attento e partecipe e un dibattito finale animato da numerosi interventi hanno caratterizzato l’incontro di ieri sera, venerdì 12 giugno, con lo storico Miguel Gotor, ospite della Fondazione dei Monti Uniti per l’ultimo appuntamento della prima edizione della rassegna “Ché Storia. Racconti contemporanei in Fondazione”.

Partendo dal suo volume L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna. 1979-1980, Gotor ha accompagnato il pubblico in una riflessione approfondita su uno dei passaggi più delicati e controversi della storia repubblicana italiana, ricostruendo il contesto politico, istituzionale e criminale nel quale maturò l’assassinio del presidente della Regione Siciliana.

Con il rigore dello storico e una notevole capacità divulgativa, il docente ha illustrato le connessioni tra le vicende siciliane di quegli anni e il più ampio scenario nazionale e internazionale, segnato dalla violenza mafiosa, dal terrorismo politico, dalla strategia della tensione e dalle molteplici zone d’ombra che hanno attraversato la storia italiana tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.

Nel corso dell’incontro, moderato dal giornalista Giovanni Dello Iacovo, è emersa la figura di Piersanti Mattarella come protagonista di un ambizioso progetto di rinnovamento politico e amministrativo della Sicilia, destinato a entrare in rotta di collisione con consolidati sistemi di potere. La sua uccisione, ha evidenziato Gotor, si inserisce in una fase storica particolarmente complessa, nella quale interessi criminali, tensioni eversive, pressioni internazionali e fragilità istituzionali contribuirono a creare uno dei momenti più drammatici della vita democratica del Paese.

L’analisi dello storico si è estesa inoltre ai tragici eventi che segnarono quegli anni, dall’abbattimento del DC-9 di Ustica alla strage della stazione di Bologna, offrendo al pubblico una lettura ampia e articolata delle relazioni tra fenomeni apparentemente distinti ma accomunati da un medesimo clima di instabilità e conflitto.

Particolarmente apprezzato dai presenti è stato il momento conclusivo dedicato al confronto con l’autore. Le numerose domande rivolte al professor Gotor hanno dato vita a un dialogo vivace e approfondito, segno dell’interesse suscitato dai temi affrontati e della loro persistente attualità nel dibattito pubblico italiano.

«La straordinaria partecipazione registrata nel corso di tutti gli appuntamenti di “Ché Storia” ha superato le nostre aspettative e rappresenta per noi motivo di grande soddisfazione», ha dichiarato il presidente della Fondazione dei Monti Uniti, Filippo Santigliano. «Abbiamo scelto di inaugurare questo nuovo percorso culturale affrontando alcuni dei temi più significativi della storia contemporanea italiana e internazionale, affidandoci a studiosi di assoluto prestigio. La risposta del pubblico ci ha confermato quanto sia forte il bisogno di approfondimento, di conoscenza e di confronto su questioni che continuano a interrogare il nostro presente».

«Desidero ringraziare tutti gli ospiti che hanno contribuito al successo della rassegna – ha aggiunto Santigliano –: Isabella Insolvibile, Benedetta Calandra, Alessandro Campi, Mauro Canali e Miguel Gotor. Ciascuno di loro ha offerto strumenti preziosi per comprendere eventi, processi e protagonisti della storia contemporanea, con rigore scientifico ma anche con grande capacità divulgativa. La qualità complessiva della proposta culturale è stata molto elevata e ha trovato un pubblico numeroso, attento e motivato, che ha seguito gli incontri con interesse crescente e ha animato il dibattito con domande e osservazioni sempre puntuali».

«Questo risultato ci incoraggia a proseguire lungo la strada intrapresa. La Fondazione continuerà a investire nella divulgazione storica e nella promozione della ricerca, convinta che la conoscenza del passato rappresenti uno strumento indispensabile per interpretare il presente e costruire una cittadinanza più consapevole».

La partecipazione registrata e la qualità del confronto hanno confermato ancora una volta l’attenzione del pubblico verso iniziative capaci di coniugare divulgazione, approfondimento storico e riflessione civile, obiettivi che la Fondazione dei Monti Uniti continuerà a perseguire attraverso la propria attività culturale.

Gli interventi integrali degli ospiti della prima edizione della rassegna sono tutti disponibili sul canale youtube della Fondazione.