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Presentato il volume sull’Inno del Decennale. Edizione critica a cura di Carmen Battiante.

Presentato il volume sull’Inno del Decennale

Aggiornamenti, Multimedia

Non poteva che tenersi nella sala Fedora del teatro comunale di Foggia la presentazione del volume sull’Inno del Decennale di Umberto Giordano, curato da Carmen Battiante, direttore artistico della Fondazione Musicalia. Il pianoforte che lì è custodito, infatti, con molta probabilità è proprio quello su cui il maestro compose l’opera, in soli sei giorni, nel 1932. Una delle tante chicche venute fuori mercoledì 25 marzo nel corso della presentazione della terza pubblicazione che la Fondazione Banca del Monte ha dedicato al musicista foggiano, un lungo progetto di ricerca che questa volta si concentra sulla vicenda legata all’Inno che Giordano compose per l’anniversario della marcia su Roma, su commissione diretta di Benito Mussolini.

Un’edizione critica dal taglio storico-musicale che cerca di mettere in evidenza la grandezza e la fama del compositore foggiano, così apprezzato all’epoca da essere scelto personalmente dal Duce. Una ricerca che ha permesso inoltre di scoprire le diverse modifiche e correzioni apportate in corso d’opera a musica e testo, compresi i suggerimenti di Mussolini in persona, grazie anche al rinvenimento di tre partiture che finalmente permettono di ricostruire con una certa precisione l’intero episodio. Alcuni dei documenti infatti trovano pubblicazione per la prima volta proprio in questo volume: è il caso della partitura e delle parti staccate dell’inno per coro e orchestra, provenienti da un manoscritto giordaniano inedito di proprietà del collezionista foggiano Raffaele Santoro. Come inedita, o per meglio dire dimenticata, era l’unica testimonianza audio fonica esistente dell’Inno, una rarissima registrazione d’epoca ritrovata dalla Battiante tra le colonne sonore del film Camicia Nera, pellicola di Giovacchino Forzano del 1933.

“Il lavoro di ricerca di Carmen Battiante che ha curato anche i due volumi precedenti” -ha detto il presidente della Fondazione Saverio Russo- “ha consentito di ricostruire il contesto musicale e politico della composizione e la sua fortuna postuma, certamente condizionata dall’intento propagandistico. Ma al di là degli intenti della committenza e del significato celebrativo dell’operazione, resta intatto il valore musicale del brano, che alla Fondazione è parso opportuno far conoscere ai musicisti e ai cultori di Euterpe in Italia e all’estero”.