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Maurizio Galimberti, visioni e provocazioni. Grande successo di pubblico per l’inaugurazione della personale dedicata al più famoso “Instant Artist” del mondo

Maurizio Galimberti, visioni e provocazioni

Comunicati stampa

Grande successo, sabato 17 novembre 2018, per l’inaugurazione della mostra dedicata al grande fotografo Maurizio Galimberti e alla sua “Visione de-ri-strutturata”, antologica organizzata dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e dal Foto Cine Club del capoluogo nell’ambito della settima edizione di FoggiaFotografia: La Puglia senza confini.

L’autore dei famosi “Mosaici Polaroid”, celebrato sulle riviste di tutto il mondo, è stato accolto con grande entusiasmo da tantissimi ammiratori e appassionati, letteralmente assiepati in ogni angolo della sala “Rosa del Vento” della Fondazione, ed ha ricambiato l’affetto del pubblico foggiano rievocando i momenti decisivi della sua carriera, la storia di una passione bruciante: “Ero destinato a guidare l’impresa di famiglia ma il richiamo della fotografia è stato più forte di tutto. Una scelta che non mi è costata poco perché dall’innamoramento per il mezzo alla formazione di una personalità artistica, al perfezionamento di uno stile, ci sono voluti anni di studio, di viaggi, di tentativi, di sacrifici e rinunce anche sul piano degli affetti”.

E’ con i famosi mosaici che riuscirà a stupire tutti alla Mostra del cinema di Venezia del 2003, quando allo stand Polaroid immortalerà i grandi divi del cinema: George Clooney, Catherine Zeta Jones, Benicio del Toro, Takeshi Kitano e soprattutto Johnny Depp: “Il ritratto a cui sono più affezionato. È diventato la copertina del Time e ha contemporaneamente proiettato il mio nome in una dimensione internazionale”. L’esperimento si ripeterà con crescente successo in altre edizioni della Mostra di Venezia e, da lì, in molti importanti appuntamenti internazionali, consacrandolo come ritrattista di fama mondiale.

“Caratteristica di Galimberti è la sua attitudine a farsi coinvolgere dalla visione delle opere prodotte da artisti appartenenti a correnti dell’inizio del Novecento, quelle che rivoluzionarono il concetto di produzione dell’opera e i suoi valori. Il mondo artistico di Galimberti, – ha detto in apertura il critico Claudio Pastrone, direttore del Dipartimento Grandi Autori Fiaf e curatore della mostra – è fatto di provocazioni: niente di quello che produce è come ce lo immagineremmo prima di vedere il suo lavoro, tutto quello che produce ci stupisce, ci emoziona, ci affascina”.

In mostra, fino al 7 dicembre (tutti i giorni, esclusi i festivi, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, galleria della Fondazione dei Monti Uniti), 84 opere “originali” tra mosaici e “ready Made”, particolarmente rappresentative dell’immensa produzione del grande Instant Artist. Un bel risultato per il Foto Cine Club e per la Fondazione Monti Uniti che “dopo l’antologica dedicata al grande fotografo dei “Pretini”, Mario Giacomelli, hanno firmato insieme un’operazione di ampio respiro proponendo un evento tra i più importanti organizzati negli ultimi anni”, ha chiosato il presidente della Fondazione, Aldo Ligustro.