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I restauri della Fondazione. Per custodire la memoria storico artistica del territorio

I restauri della Fondazione

Aggiornamenti, Multimedia

La conservazione del patrimonio storico-artistico della Capitanata è sempre stata una delle mission più sentite dalla Fondazione Banca del Monte. Una spiccata sensibilità che ha consentito alla secolare istituzione foggiana di stanziare, progressivamente nel corso dell’ultimo decennio, somme sempre più rilevanti per intervenire in difesa dei simboli della cultura del territorio, dai dipinti ai manufatti agli edifici storici.

Il restauro de La moltiplicazione dei pani del De Mura in Cattedrale a Foggia, La morte di un crociato di Saverio Altamura, Lo sposalizio della Vergine di Paolo De Maio che si trova in San Domenico a Lucera, la cosiddetta Croce di Carlo V in Piazza Piano della Croce a Foggia, alcune delle tele della Chiesa del Purgatorio di Foggia, le ristrutturazioni di Largo Civitella e di Porta Arpana nel capoluogo, sono tra i più importanti interventi finanziati dalla Fondazione nel perseguimento di questo obiettivo.

Ultimo, ma solo in ordine di tempo, è il restauro del Planisfero terrestre di Giuseppe Rosati, opera di un importante protagonista della cultura locale del XVIII secolo, interessante anche per la tematica trattata, che potrà essere finalmente fruibile dai visitatori del Museo Civico di Foggia.

Ma il lavoro non è certo finito qui. Sono innumerevoli le opere d’arte, i monumenti di pregio, gli edifici storici della città e della provincia che necessiterebbero di interventi immediati, come testimoniano le sempre più frequenti richieste di finanziamento che arrivano in Fondazione. Non a caso il presidente Russo, a margine della presentazione del Planisfero di Rosati, nel confermare l’impegno economico dell’ente anche per il prossimo anno, ha dichiarato che, a fronte delle tante richieste di restauro che non sarebbe possibile soddisfare, la Fondazione privilegerà quei progetti proposti con la formula del cofinanziamento.