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Guastamacchio e la lampada di Wood.

Guastamacchio e la lampada di Wood

Comunicati stampa

Sarà inaugurata sabato 21 febbraio 2015 alle ore 18,30 presso la Galleria della Fondazione Banca del Monte di Foggia la mostra “D’incanto”, personale del maestro Raffaele Guastamacchio curata dai critici Angelo Calabrese e Gaetano Cristino.
Nativo di San Severo ma foggiano di adozione, Raffaele Guastamacchio si è formato presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, dove ha avuto come docenti Elio Filippo Accrocca e Luciano Luisi, ed ha insegnato Decorazione e Tecniche delle incisioni in varie Accademie di Belle Arti italiane.
Sperimentatore accanito, l’Artista ha sempre rinnovato il suo registro espressivo, passando nel corso degli anni dalle iniziali e canoniche Nature morte alle Colate di oli, dai Segnali-scrittura ai Quadri denuncia, dal Realismo Cromo-strutturale ai Ritratti civili, dalle Carte per arte alle Carte e bitumi, fino a installazioni, come quella che presenta presso la Fondazione Banca del Monte, che coinvolgono lo spettatore rendendolo protagonista.
Da qualche anno è impegnato infatti in una nuova avventura creativa, sottoponendo le sue opere, realizzate con colori luminescenti, alla lampada di Wood. E “d’incanto” la “sinopia”, l’opera base, si trasforma, diventa magicamente altro, con tutte le conseguenti implicazioni gnoseologiche ed emozionali
“Ma l’intento di Guastamacchio – dice il Presidente della Fondazione, Saverio Russo non è solo quello di procurare piacere alla nostra vista o obnubilarci, come avviene in ambienti pervasi da luci psichedeliche intermittenti. Egli usa il rapporto luce/buio, e viceversa, come metafora di un viaggio che porta da uno stato di disagio alla contemplazione di una realtà (interiore, ma non solo) pacificata. È l’utopia, il sogno. Coerente del resto con tutto il percorso artistico e umano di Raffaele Guastamacchio, che ha sempre concepito la sua arte come portatrice di senso e come un vero e proprio urlo contro le disuguaglianze, i soprusi, le discriminazioni, le dittature”.
“Guastamacchio ha dichiarato guerra alla staticità – dice a sua volta lo storico e critico d’arte napoletano Angelo Calabrese – e lo ha fatto inventando luci e percorsi cromatici: le colature dei suoi oli verificavano le tensioni dei colori a non ristagnare, ad alludere all’istintività materiale che energeticamente procede in mutamenti evolutivi. Il nostro artista ha da sempre manifestato particolare attenzione alle modificazioni che consentono ulteriori incontri tra linguaggi ed esistenza. […] Lo stesso allestimento della presente mostra propone, all’ingresso, realtà caotiche che via via si strutturano in giochi di luci intermittenti. Conferiscono ai fatti dell’arte ed alle cose d’uso quotidiano dimensioni diverse quasi addirittura si alternassero corpi e ombre dell’esistenza nei moti luminosi, orchestrati come si voglia”.
Per Gaetano Cristino “Noi percepiamo la realtà anche e soprattutto attraverso i colori che gli oggetti riflettono quando sono colpiti dalla luce bianca emessa dal Sole o da altre fonti. Ma occorre ‘venire alla luce’ un’altra volta e sotto ‘diversa luce’ se vogliamo completare il nostro percorso di disvelamento del reale. La messa in scena di Guastamacchio ci aiuta in questo. Egli è un artista che si è fatto fanciullo, perché solo nella epifania di un mondo meraviglioso e diverso colorato da un bimbo […] ritroviamo quel principio-speranza che lotta contro una realtà ormai insostenibile, contro chi ha brigato, per dirla con Pier Paolo Pasolini, perché scomparissero le lucciole, e ci svela il meraviglioso che è alla nostra portata e che abbiamo colpevolmente dimenticato o contribuito a distruggere”.

La mostra rimarrà aperta fino al 6 marzo 2015 osservando i seguenti orari:
dal lunedì al sabato, mattina 9,30-12,30; pomeriggio 17,30-20,00.

Note biografiche di Raffaele Guastamacchio

Nato a San Severo nel 1944, Raffaele Guastamacchio vive e lavora a Foggia.
Dopo il conseguimento del diploma di scuola superiore si iscrive alla Facoltà di Ingegneria, ma alla fine del primo biennio capisce che questa strada non corrisponde alle sue aspirazioni artistiche che, manifestatesi fin sin da ragazzo, erano andate emergendo in maniera sempre più pressante. Si iscrive così al Corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, dove consegue il relativo diploma e dà inizio alle sue prime mostre personali, incoraggiato da Elio Filippo Accrocca e da Luciano Luisi.

Partecipa nel contempo a numerose rassegne collettive e a concorsi d’arte riscuotendo consensi di critica e premi, tra cui il 1° Premio al Concorso Internazionale Cooperazione Italo-Araba, Roma, il 1° Premio al Concorso Internazionale “Dioscuri”, Taranto, e il 1° Premio al Concorso Internazionale “Porta dei Leoni”, Reggio Calabria. La condivisione della sua ricerca da parte di numerosi critici, tra cui Angelo Calabrese, Renato Civello, Pietro Marino, Giuseppe Selvaggi, gli fanno decidere di dedicarsi esclusivamente alla pittura.

Il 1987 rappresenta l’anno della svolta e del decollo della sua arte, con la personale tenuta presso la Galleria della libreria Croce a Roma. L’anno successivo partecipa alla “IV Edizione del Premio Internazionale di Pittura e Grafica” a Modica, dove, per una sua nuova invenzione pittorica, a “Palazzo Tumino”, un settore della Rassegna viene denominato “Ricerca Cromo-strutturale” e, per i suoi originali manufatti, il critico R. Civello conia per la sua arte l’espressione “Realismo Cromo-strutturale”.

Sperimentatore accanito, Guastamacchio rinnova sempre il suo registro espressivo, passando nel corso degli anni dalle iniziali e canoniche Nature morte alle Colate di oli, dai Segnali-scrittura ai Quadri denuncia, dal Realismo Cromo-strutturale ai Ritratti civili, dalle Carte per arte alle Carte e bitumi, fino a installazioni che coinvolgono lo spettatore rendendolo protagonista.

Da qualche anno è infatti impegnato in una nuova avventura creativa che ha al centro del suo operare la luce. All’arte che esige di farsi scienza e alla scienza che si arroga il diritto di essere arte, Guastamacchio risponde accelerando le già complesse modificazioni nel moto della luce. Sottopone le sue opere, realizzate con colori luminescenti, alla lampada di Wood. E “d’incanto” la “sinopia”, l’opera base, si trasforma, diventa magicamente altro, con tutte le conseguenti implicazioni gnoseologiche ed emozionali.
Raffaele Guastamacchio si esprime anche con la grafica, realizzando litografie, acquaforti-acquatinte, maniere nere, serigrafie, manifesti. Alcune sue grafiche sono presenti nella Raccolta Ufficiale del Quirinale.
Della sua attività artistica si sono occupati numerosi critici, con articoli su quotidiani e periodici e presentazioni in catalogo, tra cui E.F. Accrocca, E.Benvenuto, M. Bertarelli, M. Casucci, A. D’Elia, L. Luisi, P. Marino, V. Patanè, A. Pavia, L. Regianini, G. Selvaggi, I.C. Sesti, G. Spinelli de’ Santelena, G. Cristino, T. Carpentieri, D. Maffia, A. De Bono, D. Leccese, L. Fasano, G. Grifo, L. Meloni, G. Pedicini, M. Palladino, G. Piemontese, V. Sgarbi.
Ha insegnato Decorazione e Tecniche delle Incisioni nelle Accademie di Belle Arti di Foggia, Reggio Calabria, Catanzaro e Lecce ed ha tenuto conferenze e lezioni all’Università di Angers (Francia) e al Frank Guaracini, jr College, Fine and Performing Arts Center di Vineland, New Jersey (USA).